I Menhir nel Salento

Testimoni silenziosi delle prime espressioni del sentimento umano, di un passato che ancora non conosceva la civiltà messapica, sono i Menhir disseminate in Salento, la cui origine e funzione restano avvolte da un’aura di mistero.

Eretti a partire dal Neolitico, il Menhir è un tipo di monumento megalitico costituito da una colonna monolitica, di forma quasi geometrica o irregolare per lo più lasciata grezza, infissa verticalmente nel terreno, detta anche Pietrafitta, alti non più di 5 metri.

Menhir Polisano
Menhir Polisano ©studiodesalve via Canva

La funzione dei Menhir nel Salento

  • Di leggende è illuminato questo cammino megalitico, in quanto sulla loro funzione ancora non esiste una spiegazione certa e del tutto plausibile. Si pensa fungessero da “segnalazioni” di tombe di straordinaria importanza.
  • In molti non escludono il significato di veri e propri monumenti dedicati ai morti o alle divinità, tanto più che molti riportano ancora tracce di sculture antropomorfe, i cosiddetti “allineamenti” che potrebbero essere luoghi di raduno o delle vie sacre.
  • Altre correnti vorrebbero che le facce larghe della pietra, orientate da est a ovest, illuminate dal sole possano essere utilizzate per scandire il tempo e segnare solstizi ed equinozi, o li identificano come simulacri del culto della fertilità della dea-madre terra.
  • Certo è che nel Medioevo furono finalizzati alla “cristianizzazione” dei menhir, attraverso l’apposizione della croce sulle facciate della struttura. Da qui divennero patrimonio condiviso della cristianità ed ancora oggi in alcuni paesi del Salento, si scelgono come meta di processione della domenica delle Palme per fermarsi e benedire i ramoscelli d’ ulivo.
  • Mistero e dubbi invadono da sempre il mondo dei Menhir nel Salento: se non è chiaro quale popolo li avesse eretti e per quali scopi. E’ possibile che i luoghi in cui i Menhir erano costruiti fossero considerati adatti a stabilire un contatto con il mondo ultraterreno e gli Dei.

Un legame tra passato e presente che viene custodita da una terra poliedrica che raccoglie in sé cultura, natura, folklore e storia disseminate da testimonianze di popoli diversi e antichi; una sacralità originaria, inspiegabile, con cui si convive ogni giorno.

Dove si trovano i Mehnir nel Salento?

Tracce di queste pietre “anziane” in molti paesi del mondo: Francia, Isole britanniche, Africa settentrionale, Germania.

Tra le regioni italiane la Puglia è certamente la più ricca di tali megaliti. Se ne contano infatti all’incirca 120 localizzate nella fascia costiera del barese, un’area a nord di Taranto e nel Salento.

Queste “pietre sacre” sono concentrate nell’area tra Minervino, Giurdignano, Giuggianello, Martano e Otranto.

  • A Giurdignano, definito ” giardino megalitico d’ Italia” se ne contano più di 15 esemplari, segnaliamo: il “Madonna di Costantinopoli” (alto 3 metri, in pietra leccese); il “Monte Tongolo” (scoperto nel 1951); i due “Vico Nuovo”; il “Croce della Fausa” (dal nome della grotta adiacente); il “San Vincenzo” (uno dei più alti); il “Palanzano”; il “Madonna del Rosario” (trasformato in colonna votiva di pianta ottagonale); i due “Vicinanze” (detti così dal nome di un casale rupestre nei dintorni). Altro menhir degno di nota è sicuramente il “San Paolo” che prende il nome dal santo cui è intitolata la cripta bizantina su cui s’innalza. Uno dei più bassi (circa 2 metri), reca i segni della cristianizzazione in quel foro sulla sommità che, si pensa, dovesse ospitare la croce.
  • Spostandoci a Giuggianello, troveremo il menhir “Polisano” e il “Quattromacine” (in pietra leccese).
  • A Martano è presente uno dei più alti Menhir d’Italia, il “Menhir de Santu Totaru”, che raggiunge i 4,70 metri d’altezza.
  • A 7km da Otranto, sulla Serra di Monte Vergine, sorge il menhir omonimo, così come lo è anche il santuario che s’innalza in cima alla collina.
Menhir Polisano ©studiodesalve via Canva
Le Pajare in Salento

Le Pajare dette anche "caseddhi", ma pure "pagghiari" o "furni" sono delle particolari costruzioni tipiche presenti in Salento e sono considerate abitazioni tipicamente rurali e realizzate con la tecnica del muro a secco. Inoltre rispettano i canoni della bioedilizia perché l'utilizzo di materiale naturale come la pietra non incide sull’ambiente diventando un vero e proprio prodigio d’ingegneria.

Menhir Polisano ©studiodesalve via Canva
Muretti a secco in Puglia

Tra le tante peculiarità che caratterizzano il paesaggio salentino e la Puglia in generale, ci sono indubbiamente i muretti a secco. Tali muretti regalano a tutti i visitatori uno dei volti più autentici del Salento tale da far capire subito dove ci si trova. I creatori dei "muretti a secco", i quali tramandarono questa forma d'arte attraverso i secoli, furono certamente i discendenti dei Messapi e dei Neoliti.

Menhir Polisano ©studiodesalve via Canva
I Dolmen nel Salento

Difficile spiegare l'amore travolgente per questo luogo così straordinario, terra fatta di paesaggi, colori e misteri: il Salento che ha radici molto antiche, addirittura preistoriche. Partiamo precisamente dal IV millennio a.C. con la nascita dei Dolmen nel territorio del Salento.