Focara di Novoli

Il Salento è bello non solo d’estate; ogni periodo dell’anno ci racconta qualcosa di questa terra ricca di eventi e tradizioni antichissime, tutte da scoprire. Se sei in vacanza nel Salento a gennaio e ti piacciono le feste tradizionali, non perdere l’occasione di partecipare ad una delle feste più caratteristiche al mondo: la “Focara”. La Focara di Novoli è l’appuntamento annuale più atteso dell’inverno salentino, intriso di folklore, religiosità popolare con una straordinaria cornice di musica, arte, spettacolo e enogastronomia.

Le origini della festa

L’evento ha origini antichissime, come testimonia anche il Museo del Fuoco di Novoli, inaugurato nel 2015, che racconta l’importanza che rivestiva il fuoco per la comunità contadina. In questa data, infatti, in molti centri salentini, si festeggia in un modo particolare il fondatore del monachesimo orientale, protettore degli animali e guaritore dell’herpes zoster, comunemente detto “fuoco di Sant’ Antonio”. In onore al santo ogni rione innalza il suo falò fatto di tralci di vite appena potati che nel Salento prendono il nome di “franzuie” o anche “sarmente”. All’imbrunire della festa, ben presto diviene luogo di abbondanti grigliate rionali.

Preparazione della Focara di Novoli

La Focara di Novoli è il falò più spettacolare dell’intero Mediterraneo con una base di 20 metri di diametro e un’altezza di 25, formato, pare, da almeno 80.000 fascine di tralci di vite raccolte dopo la pota delle vigne. La magia del fuoco attrae tutti, circa 200.000 sono le presenze in attesa del grande evento, numeri che danno la dimensione di quanto sia importante la manifestazione che si stringe attorno a una ritualità che affonda le radici nella cultura popolare contadina, supportata da una religiosità particolarmente sentita.

Il festival, organizzato dalla Regione Puglia e dai comuni di Lecce e Novoli, con la collaborazione di privati, è bene della cultura immateriale della Puglia. Essa partecipa alla catalogazione Ministeriale per il riconoscimento dall’UNESCO come bene del patrimonio intangibile dell’umanità.

La Focara di Novoli viene preparata a partire dai primi di dicembre, mediante il trasporto dei tralci di vite, le celebrazioni culminano il 16 e il 17 gennaio con l’accensione della Focara, ma la festa inizia ufficialmente all’alba del 7 gennaio, quando i contadini prendono ad accatastare le fascine di vite, e finisce il 18 gennaio con la “festa te li paesani”.

Cosa succede durante l’evento?

Durante la mattina della Vigilia della festa, sulla cima della pira, viene issata l’immagine del Santo con il rito della “bardatura”. Il parroco, in presenza delle autorità civili e militari, benedice la Focara, dando inizio ai festeggiamenti.

Il momento clou dello spettacolo è l’accensione della Focara (16 gennaio), tramite uno spettacolo pirotecnico, con una stupenda serie di fuochi d’artificio. Una lunghissima miccia viene portata dall’ingresso della chiesa alla cima della Focara, finché l’ultima serie di fuochi accende la catasta di legna nel tripudio generale.

Ogni anno i costruttori della Focara di Novoli si impegnano a variarne la forma, lasciando a volte un varco centrale, chiamato “la galleria”, che durante la processione è attraversata dal corteo che accompagna la statua del santo.

Musica, performance artistiche, mostre di pittura e fotografia, appuntamenti e mostre enogastronomiche, presentazioni di libri, incontri e dibattiti animano l’evento e lo ammantano di un elevato spessore culturale, capace di reinterpretare in modi sempre innovativi e singolari il rituale, motivo di orgoglio per tutto il Salento.

All’insegna della musica intorno al fuoco, si è negli anni consolidato il Focara Festival che ha visto sfilare sul palco artisti di riconosciuta fama. Un esempio sono Vinicio Capossela, Eugenio Bennato, Caparezza e Enzo Avitabile

La festa continua nei giorni successivi con altri riti importanti tra cui la benedizione degli animali, la messa solenne in onore del Santo, e la processione. La benedizione degli animali è un momento molto importante poiché, trattandosi di un popolo di origine contadina ed essendo Sant’Antonio di origini umili, veniva considerato come il protettore degli animali.

La messa

Grande affluenza e partecipazione si hanno durante la messa in onore del Santo Protettore durante la quale vengono distribuiti i “panini di S. Antonio”, che hanno, secondo la tradizione, il potere di portare guarigione fisica e spirituale.

Al termine della messa ha inizio la processione di Sant’Antonio con la statua del Santo, portata a spalla dai devoti seguiti dalla folla di fedeli.

La processione ha subito con il passare del tempo alcune modifiche. Infatti, anni addietro, moltissime persone, compivano l’intero tragitto della processione scalzi, probabilmente come segno di riconoscenza per una grazia ricevuta. Inoltre tenevano in mano dei grossi ceri, formando la cosiddetta ‘nturciata (intorciata). Durante la processione vi era l’usanza di accendere la cosiddetta strascina, cioè una lunghissima batteria di fuochi artificiali.

La processione attuale si conclude con il ritorno della statua del Santo nella pizza dove viene accolta da coreografiche bengalate, al termine delle quali la statua fa ritorno in chiesa e viene collocata su di un trono ornato con addobbi floreali.

Gastronomia tipica durante la Focara di Novoli

Intorno alla Fòcara, tra musica e danze, l’area live sarà tutta da gustare con i prodotti tipici locali.

Tradizione vuole che durante i festeggiamenti del 17 gennaio, giorno della festa del Patrono, siano banditi dalla tavola sia la carne sia i latticini. Si pasteggia a base di pesce, tanto che in occasione dell’evento il paese si dota di un eccezionale mercato del pesce. Caratteristica è la zuppa di baccalà con gli gnocchi e la scapece di pesce, una deliziosa marinata d’aceto condita con zafferano e pan grattato.

A completamento di pranzi e cene, le tavole si ornano dei caratteristici piatti salentini, come pittule, purciddhruzzi e cartiddhrate. Il tutto é accompagnato dalle eccellenze enologiche locali, il Moscato e il Negroamaro. Le persone che si radunano attorno al falò, si riscaldano al suono della pizzica o a gustare un panino cu li turcinieddrhi.

Quello della Focara di Novoli è davvero un appuntamento unico, incantevole e magico. Tutto ciò è reso possibile grazie all’unione di un elemento primordiale quale è il fuoco e la tradizione popolare salentina.

Se hai deciso di organizzare una vacanza nel Salento in inverno, il mio consiglio, perciò, è quello di non lasciartelo sfuggire!